domenica 26 maggio 2019

Campionato di Serie A (2018-2019) - Appunti veloci

Qualche impressione sul campionato di Serie A 2018-2019

Juventus. Voto 8-
Il 10 e lode sarebbe uscito con la realizzazione del Triplete. La lode scompare dopo l'eliminazione dalla Coppa Italia per mano dell'Atalanta. Un punto lo perde per l'eliminazione ai quarti di Champions. Mezzo punto viene scalato di conseguenza perchè aver fatto il colpo di mercato con Ronaldo per poi non riuscire a capitalizzare un migliore risultato in Champions crea un grosso demerito. Altro mezzo punto per la pantomima circa la risoluzione del contratto con Allegri: andava detto subito senza troppi giri di parole.
La stagione è positiva, ma molto meno degli anni passati. Appare quasi incolore nonostante Scudetto e Supercoppa. Il meno finale dipende dalla mancanza di stimoli che pervade la squadra nel finale di campionato: un mese con una formazione senza stimoli che onora molto male l'ultimo mese di gioco.

Napoli. Voto 7
Rimane presto indietro rispetto alla Juventus e anche con Ancellotti non pare aver superato alcune amnesie nell'approcciare partite "sporche", di quelle che vanno vinte anche con un 1-0. Gestisce molto male il caso Allan nel mercato di gennaio. Di conseguenza i punti persi si fanno sentire. Si fa eliminare dalla Champions League, nonostante l'acuto della partita con il Liverpool. In Europa League si ferma ai Quarti senza colpo ferire. In Coppa Italia esce senza approfittare dell'eliminazione della Juventus

Atalanta. Voto 7,5
Ottiene un risultato straordinario con la prima qualificazione in Champions League. Butta fuori la Juventus dalla Coppa Italia e nella seconda parte di campionato diventa praticamente irresistibile, grazie al migliore reparto d'attacco del campionato. Scompare però molto presto dall'Europa League nei preliminari e perde la finale di Coppa Italia.

Inter. Voto 7+
Riconferma la posizione dell'anno passato. Ci si aspettava molto di più da questa formazione ma lascia molti punti per strada. In Champions League pare essere sul punto di passare alla fase finale, ma il Tottenham la brucia all'ultimo turno dei gironi. Sparisce con una partita anonima dall'Europa League. Ugualmente viene fatta fuori dalla Coppa Italia.
Patisce a lungo il caso Icardi e subisce anche il sorpasso del Milan in campionato. Ma è proprio al derby a mostrare le capacità inespresse della formazione. Un Inter molto meno "pazza" rispetto al passato.

Milan. Voto 7,5
Meritava di più. Il campionato fino a gennaio a del disastroso. L'eliminazione in Europa League avviene dopo partite avvilenti. Perde la Supercoppa Italiana ma di fronte ha la Juventus con Ronaldo. Si riprende con gli arrivi di Piatek e Paqueta e inizia una buona serie positiva, spezzata nel derby con l'Inter. Patisce poi l'arrembante finale di campionato dell'Atalanta, rimane ad un punto dalla Champions.
Eppure, dopo due settimi posti, la squadra migliora e torna ancora in Europa

Roma. Voto 5
Un campionato molto deludente. Non disastroso ma era lecito attendersi di più. Va in Europa League ma dovrà passare per i preliminari. L'eliminazione in Champions è cocente, ma la squadra rischia grosso anche ai gironi e contro un Real Madrid in disarmo riceve una sonora lezione. Scopre Zaniolo ma non basta. Grottesca la gestione dell'addio di De Rossi, tragicomica la conclusione del rapporto con Monchi.

Torino. Voto 6,5
Un buon campionato, squadra solida, ma è mancato al momento opportuno il necessario cambio di passo per giocarsi le possibilità di una qualificazione in Europa.

Lazio. Voto 7+
La vittoria in Coppa Italia aggiunge valore ad una stagione che la vede a lungo in lotta per un piazzamento in Europa. Sparisce troppo presto dall'Europa League e subisce una flessione vistosa nella parte finale del campionato.

Sampdoria. Voto 7
Una squadra interessante, capace di buone prestazione con l'aggiunta di un Quagliarella in grande forma e spolvero. Ad un tratto sembra essere in grado di lottare per un posto in Europa ma la sensazione è breve.

Bologna. Voto 6,5
Una stagione a due volti. Con Inzaghi parte a stento e si mantiene sulla linea di galleggiamento, ma poi inizia ad affondare, priva di stimoli. Subentrato Mihailovic dopo alcune giornate inizia a piazzare punti pesanti che agganciano la salvezza. Rimane da capire quale sia il vero valore della squadra

Sassuolo. Voto 7
Obiettivo salvezza raggiunto con agio. La squadra dimostra grandi qualità, ma appare chiaro che alcuni dei suoi pezzi pregiati sono pronti a un salto di qualità in altri club.

Udinese. Voto 7-
Salvezza raggiunta e venticinque anni di permanenza in serie A. Buono il risultato ma perchè non affidare da subito la squadra a Tudor? Peccato per la certa partenza di De Paul, ma Musso e Pussetto si dimostrano acquisti azzeccati.

Spal. Voto 7
Lo scudetto per i ferraresi è la salvezza. La squadra raggiunge l'obiettivo con determinazione.

Parma. Voto 8
Mancava da alcuni anni nel campionato maggiore dopo essersi inabissata nelle spire di un tremendo fallimento. Con un grande campionato onora una grande storia. Raggiunge la salvezza con anticipo mostrando una buona solidità di squadra.

Cagliari. Voto 6,5
Squadra di lotta, combatte per la salvezza e la centra con anticipo. Missione compiuta.

Fiorentina. Voto 4,5
Un campionato a lungo in chiaro scuro, molti punti persi in pareggi. Eppure la squadra dispone di buoni giocatori e di attaccanti di pregio come Chiesa e Simeone a cui si aggiunge Muriel.
Il meccanismo, non perfetto, si ritrova in posizione ideale per provare ad agganciare l'Europa. Ma la gestione del caso Pioli manda in confusione la squadra che s'inabissa in campionato. Montella, subentrato a Pioli, vi assiste impotente fino alla conclusione di fine campionato, quando si salva per un punto.

Genoa. Voto 6
Salvezza raggiunta, nonostante una società in disarmo. Patisce la vendita di Piatek nel mercato di gennaio, non sostituendolo adeguatamente. Ma non molla mai, neanche quando alla penultima giornata si ritrova al terz'ultimo posto. Con determinazione, strappa a Firenze il punto decisivo. Soddisfazione per Prandelli dopo anni di magri risultati.

Empoli. Voto 6
Combatte con determinazione per la salvezza e nel finale di campionato sembra ad un passo dal raggiungerla. Patisce la matematica e il rapporto negli scontri diretti. Retrocede dopo un anno, ma esce a testa alta.

Frosinone. Voto 5
La seconda stagione in serie A finisce pressapoco come la prima con la retrocessione. La squadra resta a lungo con una speranza di salvarsi ma pare poco attrezzata per il campionato maggiore. Si toglie qualche soddisfazione, ma non basta per un salto di qualità

Chievo. Voto 5
Parte con handicap con 3 punti di penalizzazione e lo paga a lungo. Non riesce a sterzare in campionato e vede crearsi una situazione paradossale con Ventura. Progressivamente, onora il campionato ma si inabissa fatalmente.

Emanuele M. Cattarossi

mercoledì 6 marzo 2019

Buio in Lusitania. Porto - Roma

Porto - Roma 3-1 - Ottavo di finale Champions League. Ritorno

L'osservatore che si fosse trovato a seguire l'intero corso della partita avrebbe sicuramente tradito più momenti di nervosismo alternato ad altri di noia nel seguire Porto-Roma.
La partita è stata quello che è stata. Pochi lampi, pochissime azioni degne di nota. Tanta paura della Roma, tanta tensione del Porto. Entrambe le squadre avevano molto da perdere in questo ottavo.
La Roma è uscita bastonata dallo scontro con la Lazio, il Porto si è visto sopravanzare in testa alla classifica del campionato lusitano dal Benfica. Entrambe le squadre devono ovviamente cercare il passaggio del turno per mitigare le rispettive delusioni.
Detto questo, la Roma sfrutta il vantaggio della vittoria nella partita d'andata mentre il Porto può contare su un gol segnato in trasferta. Entrambe le squadre partono con grande fisicità. Il Porto, sostenuto dal tifo di casa punta la porta della Roma. Quest'ultima si presenta con un modulo 3-4-3 che diventa 5-4-1 in difesa. Attende pertanto il Porto, sperando poi nelle ripartenze.
Le speranze della Roma vengono frustate però da subito da un campo di gioco pesante e da un Porto che con Soares e Marega inizia ad affondare colpi. Sia chiaro, niente di che. Ma basta un errore di Manolas che perde palla a centrocampo per aprire una voragine sulla destra della Roma. Voragine che inghiotte la difesa romanista e consente al 28' il più comodo dei gol a Soares.
Il risultato sposta l'inerzia della partita in favore del Porto. La Roma inizia con difficoltà a provare a portarsi nella metà campo del Porto, affidandosi per lo più ai piedi di Perotti. E le azioni della Roma si ritrovano tutte qui, visto che difficilmente la squadra riesce a piazzare più di tre passaggi corretti. In tale situazione la Roma risale faticosamente la corrente, sempre insidiata dal Porto. Sono però i buoni piedi di Perotti a concedere alla Roma un prezioso rigore al 35' che De Rossi trasforma. 
L'inerzia si sposta nuovamente in favore della Roma che però sul finire del primo tempo perde De Rossi per infortunio, sostituito da Pellegrini. La situazione è comunque favorevole alla Roma che tuttavia nel secondo tempo subisce un momento di colossale sbandamento difensivo. Il Porto così preme sulla porta romanista: Soares spinge troppo di testa al 49', Marega al 50' perde un occasione da gol che però non sbaglia al 52'. Il Porto va sul 2-1 e l'esito della partita risulta in perfetta parità.
Di Francesco corre ai ripari togliendo uno spaesato Karsdorp per Florenzi, quadrando meglio la squadra. Ma è dura arginare Marega, ne sa qualcosa Marcano che, stremato dai crampi, deve essere sostituito da Cristante. Davanti poca cosa, Dzeko è troppo solo e impegnato da un tignosissimo Pepe. Perotti ci prova ma non sfonda e butta al vento un occasione di mettere Zaniolo in condizioni di tiro ottimale all'82'. Dzeko guadagna una punizione all'88' ma la barriera del Porto ribatte il tiro di Kolarov. 
Si va ai supplementari. La Roma cerca di sfiancare il Porto e di guadagnare campo. I minuti passano con una tensione immensa. Poi Pellegrini si fa male e deve essere sostituito da Schick. Schick porta un pò di brio alla Roma che diventa più pericolosa. 
E' il momento decisivo della partita. Dzeko si trova due palle per risolverla al 110' e al 111'. E sulla seconda il pallone è a un passo dall'entrare salvo poi essere spazzato via da Pepe. Sul ribaltamento di fronte, al 115' Florenzi trattiene in area Fernando. Il VAR certifica il rigore che Telles batte e per il Porto è 3-1.
La Roma prova a non demordere, un altro gol le permetterebbe comunque il passaggio del turno. Il Porto si difende come può ma i giocatori della Roma non riescono ad inquadrare efficacemente la porta. Al 122' la Roma per un momento spera in un rigore per fallo su Schick ma l'arbitro non lo concede.  Restano ancora pochi spiccioli di sterile possesso palla prima che la partita finisca certificando il passaggio del Porto.
La Roma viene eliminata, ma il passaggio del turno sarebbe stato davvero un miracolo di questi tempi. Tra la partita con la Lazio e quella con il Porto, la Roma vede girare in pesante passivo la sua stagione. Non è mancato l'impegno dei giocatori ma contro il Porto non si sono visti a lungo più di tre passaggi riusciti. Tre leggerezze difensive regalano altrettanti gol. Il Porto ha avuto il merito di credere di più nella vittoria, spezzando il poco gioco prodotto dalla Roma. Poco gioco segno di una difficile stagione che conduce al buio lusitano per la Roma.

Emanuele Cattarossi  

mercoledì 20 febbraio 2019

Nessun risposta per il pallone - Atletico Madrid-Juventus

Atletico Madrid - Juventus 2-0 - Ottavo di finale di Champions League. Andata

Ci sono momenti in cui appare necessario per una formazione che si dedica alla nobile arte di far rotolare un pallone domandarsi come lo fa rotolare. 
Tale domanda, fin troppo semplificata in sostanza, appare tuttavia atavico dilemma di tutte le formazioni che scendendo in campo incontrano una medesima formazione che si interroga, guarda caso, sul medesimo dilemma. 
In tale ricerca, condotta spesso in una dialettica serrata con l'avversario, talvolta a suon di calci, emergono due risposte che alla fine dei canonici novanta minuti portano ad un responso. Responso che talvolta indica una migliore risposta al rotolare della palla rispetto all'altra.
Atletico Madrid e Juventus, nobili compagini europee, si sono affrontate nell'andata degli ottavi di finale della Champions League. Padroni di casa gli spagnoli, nel campo deputato a ospitare la finale della competizione quest'anno.
Una sorta di prova generale insomma, un occasione per offrire una risposta al modo di rotolare la palla.
Il risultato finale mostra un tranquillo due a zero per l'Atletico nei confronti della Juventus. Se ne può dedurre che la risposta dell'Atletico al rotolare la palla sia superiore a quella della Juventus. In realtà il risultato è un poco più impietoso. 
L'Atletico ha fornito una sua risposta rimanendo fedele ad un suo concetto di gioco. Squadra dura e tignosa nelle linee di difesa e centrocampo, pronta a pungere nei suoi attaccanti, specie affidandosi all'estro di Griezman. Tale risposta ha condotto l'Atletico ad affermazioni importanti in Spagna come in Europa ma talvolta gli ha impedito al cospetto di squadre superiore come organico di portare a casa trofei più prestigiosi. Le due finali perse di Champions League lo testimoniano.
La Juventus al contrario non ha offerto risposte nella sua partita. E oggi come oggi, nell'organico la Juventus è superiore all'Atletico Madrid. Ma la squadra è entrata in campo lasciando poi agli spagnoli il compito di menare le danze. Un tiro su punizione di Ronaldo all'ottavo minuto e una sassata di Bernardeschi all'ottantanovesimo minuto su imbeccata da punizione di Ronaldo. In mezzo, poco pochissimo se non un continuo rincorrere gli avversari. Graziata dal VAR sul gol di Morata, capitola in area prima trafitta da Gimenez e poi da Godin. Ma in mezzo c'è tutto un continuo subire e subire l'arrembaggio dell'Atletico che va bene che gioca in casa ma letteralmente sommerge il centrocampo juventino presentandosi puntualmente di fronte alla difesa come niente fosse. Anzi talvolta lasciandola sul posto.
Probabilmente la difficoltà principale della Juve sta nell'aver impostato la partita con un forte spiegamento offensivo e una linea di centrocampo a tre. Ma se tale disposizione subisce da subito il gioco avversario e non impone il proprio, si presta fatalmente ad una partita di grande sofferenza. Ecco allora Pjanic costantemente sommerso, Matuidi sperso e spinto verso la fascia, Betancour ridotto in ombra. Il tutto con ampi spazi generosamente offerti all'avversario. Ovviamente, la difesa mette come può una pezza, Szczesny si fa trovare più di una volta pronto.
Nonostante tutto nel primo tempo la Juventus regge. La situazione chiederebbe un cambio di modulo per stabilizzare la mediana ma avendo passato indenne il primo tempo, Allegri forse pensa che l'Atletico non possa tenere a lungo un ritmo forsennato. Falsa sicurezza, perchè Simeone appena nota un abbassamento di ritmo di suoi compie in neanche dieci minuti tre sostituzioni. Così l'Atletico riparte alla carica e schiaccia decisamente la Juventus. Allegri reagisce troppo tardi coi cambi: Bergamaschi e Cancelo entrano a frittata già servita. 
L'Atletico Madrid ha meritato la vittoria, sfruttando a suo favore l'amnesia iniziale della Juventus nell'approccio alla gara e mantenendo costante il controllo del gioco. Non è certo superiore alla Juventus come detto ma a meritato. La Juventus ha meritato la sconfitta per non essere riuscita mai a rompere l'inerzia della partita fatalmente orientata in favore dell'Atletico. La gara di ritorno offre alla Juventus ogni possibilità di ribaltare il risultato. 
Eppure la partita fa pensare. Priva da tempo di un confronto importante in campionato, la Juventus va in difficoltà sul piano europeo dove gli squilibri diminuiscono. Arriviamo così all'incredibile: comprare Ronaldo in estate per uscire agli ottavi di Champions League. Se vuole evitare tale scenario la Juventus al più presto deve offrire una risposta al come far rotolare il pallone.

Emanuele M. Cattarossi