L'osservatore che si fosse trovato a seguire l'intero corso della partita avrebbe sicuramente tradito più momenti di nervosismo alternato ad altri di noia nel seguire Porto-Roma.
La partita è stata quello che è stata. Pochi lampi, pochissime azioni degne di nota. Tanta paura della Roma, tanta tensione del Porto. Entrambe le squadre avevano molto da perdere in questo ottavo.
La Roma è uscita bastonata dallo scontro con la Lazio, il Porto si è visto sopravanzare in testa alla classifica del campionato lusitano dal Benfica. Entrambe le squadre devono ovviamente cercare il passaggio del turno per mitigare le rispettive delusioni.
Detto questo, la Roma sfrutta il vantaggio della vittoria nella partita d'andata mentre il Porto può contare su un gol segnato in trasferta. Entrambe le squadre partono con grande fisicità. Il Porto, sostenuto dal tifo di casa punta la porta della Roma. Quest'ultima si presenta con un modulo 3-4-3 che diventa 5-4-1 in difesa. Attende pertanto il Porto, sperando poi nelle ripartenze.
Le speranze della Roma vengono frustate però da subito da un campo di gioco pesante e da un Porto che con Soares e Marega inizia ad affondare colpi. Sia chiaro, niente di che. Ma basta un errore di Manolas che perde palla a centrocampo per aprire una voragine sulla destra della Roma. Voragine che inghiotte la difesa romanista e consente al 28' il più comodo dei gol a Soares.
Il risultato sposta l'inerzia della partita in favore del Porto. La Roma inizia con difficoltà a provare a portarsi nella metà campo del Porto, affidandosi per lo più ai piedi di Perotti. E le azioni della Roma si ritrovano tutte qui, visto che difficilmente la squadra riesce a piazzare più di tre passaggi corretti. In tale situazione la Roma risale faticosamente la corrente, sempre insidiata dal Porto. Sono però i buoni piedi di Perotti a concedere alla Roma un prezioso rigore al 35' che De Rossi trasforma.
L'inerzia si sposta nuovamente in favore della Roma che però sul finire del primo tempo perde De Rossi per infortunio, sostituito da Pellegrini. La situazione è comunque favorevole alla Roma che tuttavia nel secondo tempo subisce un momento di colossale sbandamento difensivo. Il Porto così preme sulla porta romanista: Soares spinge troppo di testa al 49', Marega al 50' perde un occasione da gol che però non sbaglia al 52'. Il Porto va sul 2-1 e l'esito della partita risulta in perfetta parità.
Di Francesco corre ai ripari togliendo uno spaesato Karsdorp per Florenzi, quadrando meglio la squadra. Ma è dura arginare Marega, ne sa qualcosa Marcano che, stremato dai crampi, deve essere sostituito da Cristante. Davanti poca cosa, Dzeko è troppo solo e impegnato da un tignosissimo Pepe. Perotti ci prova ma non sfonda e butta al vento un occasione di mettere Zaniolo in condizioni di tiro ottimale all'82'. Dzeko guadagna una punizione all'88' ma la barriera del Porto ribatte il tiro di Kolarov.
Si va ai supplementari. La Roma cerca di sfiancare il Porto e di guadagnare campo. I minuti passano con una tensione immensa. Poi Pellegrini si fa male e deve essere sostituito da Schick. Schick porta un pò di brio alla Roma che diventa più pericolosa.
E' il momento decisivo della partita. Dzeko si trova due palle per risolverla al 110' e al 111'. E sulla seconda il pallone è a un passo dall'entrare salvo poi essere spazzato via da Pepe. Sul ribaltamento di fronte, al 115' Florenzi trattiene in area Fernando. Il VAR certifica il rigore che Telles batte e per il Porto è 3-1.
La Roma prova a non demordere, un altro gol le permetterebbe comunque il passaggio del turno. Il Porto si difende come può ma i giocatori della Roma non riescono ad inquadrare efficacemente la porta. Al 122' la Roma per un momento spera in un rigore per fallo su Schick ma l'arbitro non lo concede. Restano ancora pochi spiccioli di sterile possesso palla prima che la partita finisca certificando il passaggio del Porto.
La Roma viene eliminata, ma il passaggio del turno sarebbe stato davvero un miracolo di questi tempi. Tra la partita con la Lazio e quella con il Porto, la Roma vede girare in pesante passivo la sua stagione. Non è mancato l'impegno dei giocatori ma contro il Porto non si sono visti a lungo più di tre passaggi riusciti. Tre leggerezze difensive regalano altrettanti gol. Il Porto ha avuto il merito di credere di più nella vittoria, spezzando il poco gioco prodotto dalla Roma. Poco gioco segno di una difficile stagione che conduce al buio lusitano per la Roma.
Emanuele Cattarossi