L'apertura dei Giochi della XXXI Olimpiade rappresenta un punto molto importante per la storia dei giochi olimpici moderni. E come tutti gli avvenimenti che si verificano con una cadenza ritmata pluriennale, si presta abbastanza bene a statistiche e svariati punti di vista.
Punti di vista. Il luogo anzitutto. Lo svolgimento dell'Olimpiade a Rio de Janeiro rappresenta una prima volta nell'America del Sud. In precedenza, tentativi di aggiudicarsi l'Olimpiade furono avanzati dal Comitato Olimpico di Buenos Aires nel 1968 e nel 2004, ma senza successo. Se invece si volesse far ricorso all'espressione di "America Latina", il primo caso è quello di Città del Messico nel 1968.
Optando per una prospettiva "olimpica", bisogna ricordare che la bandiera dei Giochi, quella con i Cinque Anelli a rappresentare i continenti, congiunge nell'anello Rosso Nord e Sud America. Di conseguenza, l'olimpiade di Rio passa al settimo posto. Ma andrebbe ricordato che l'anello Nero della bandiera, quello dell'Africa, risulta ancora a zero. Ribaltando nuovamente la prospettiva da un punto di vista linguistico, Rio è la prima Olimpiade in un paese di lingua Portoghese. Ma è un confronto facile se si pensa che le antagoniste in tale settore si riducono a Portogallo, Angola, Mozambico e Guinea-Bissau. Diversamente, Rio scende di un gradino nella speciale classifica BRIC, preceduta dalla Cina nel 2008. Messa sotto questa forma di classifica, questa Olimpiade avrebbe dovuto costituire un punto importante per il Brasile in un contesto geopolitico.
Nuovo punto di vista allora. I BRIC (Brasile-Russia-India-Cina), estendibile a BRICS con il Sudafrica e, con molto sforzo intellettuale, a BRICST con la Turchia, rappresentano o vorrebbero rappresentare la risposta politico-economica al G7. Sotto quest'aspetto, la capacità di organizzare un comitato olimpico in grado di avanzare la candidatura prima e ricevere in seguito l'Assegnazione delle Olimpiadi rappresenta un grande risultato d'immagine. Indietro nel tempo, si è spesso indicata l'Olimpiade del 1936 a Berlino come l'occasione per ostentare la Germania Nazista. Ma si può notare come le Olimpiadi del 1960 a Roma e del 1964 a Tokio furono occasioni per indicare positivamente il ritrovato posto dell'Italia e del Giappone nel novero dei grandi del Mondo, non a caso entrambi oggi nel G7. Parimenti potrebbe essere intesa l'Olimpiade del 1976 a Montreal.
Nuovo punto di vista allora. I BRIC (Brasile-Russia-India-Cina), estendibile a BRICS con il Sudafrica e, con molto sforzo intellettuale, a BRICST con la Turchia, rappresentano o vorrebbero rappresentare la risposta politico-economica al G7. Sotto quest'aspetto, la capacità di organizzare un comitato olimpico in grado di avanzare la candidatura prima e ricevere in seguito l'Assegnazione delle Olimpiadi rappresenta un grande risultato d'immagine. Indietro nel tempo, si è spesso indicata l'Olimpiade del 1936 a Berlino come l'occasione per ostentare la Germania Nazista. Ma si può notare come le Olimpiadi del 1960 a Roma e del 1964 a Tokio furono occasioni per indicare positivamente il ritrovato posto dell'Italia e del Giappone nel novero dei grandi del Mondo, non a caso entrambi oggi nel G7. Parimenti potrebbe essere intesa l'Olimpiade del 1976 a Montreal.
Nell'ambito dei BRIC, l'Olimpiade del 2008 a Pechino rappresenta un grosso passo d'immagine della Cina nel novero delle grandi: un grande stato, con la più grande popolazione mondiale, con la più promettente economia in prospettiva. Il successo d'immagine venne di conseguenza. Per il Brasile l'Olimpiade di Rio del 2016 arriva al termine di un periodo caratterizzata da grandi eventi. Occorre infatti ricordare l'organizzazione nel 2013 della XXVIII World Youth Day, ossia la Giornata Mondiale della Gioventù. Appena un anno dopo, la ventesima edizione dei Mondiali di Calcio. Eventi non semplici dal punto di vista organizzativo: la World Youth Day richiede la capacità di ricevere un gran numero di pellegrini, in massima parte giovani per un periodo di giorni limitato in spazi tecnicamente circoscritto; il mondiale di calcia prevede un organizzazione addirittura a livello di nazione intera per gestire 64 incontri di calcio con la presenza di ben 32 rappresentative nazionali, che in una maniera o nell'altro si portano dietro i loro tifosi. L'Olimpiade concentra in un unica città, salvo alcune discipline spostate in altri luoghi deputati, oltre diecimila atleti di oltre duecento nazioni che si cimenteranno su trecento discipline sportive. Ovvia dunque la necessità di avere a disposizione tutte le strutture adatte allo scopo e, soprattutto, di averle al meglio immaginabile.
Si noterà allora che l'organizzazione in un periodo di appena quattro anni di ben tre eventi di caratura mondiale dicono una forte fiducia nei propri mezzi almeno nella fase iniziale. L'approccio ai Mondiali del 2014 e ai Giochi Olimpici oggi sono stati invece spesso costellati di ritardi o insufficienze nella preparazione degli impianti da un lato e di forti tensioni sociali nel paese dall'altro. A tutto questo vanno poi aggiunte le incertezze sul Brasile all'indomani del 21 agosto 2016, giorno della conclusione delle Olimpiadi. Se il triduo di eventi mondiali doveva consegnare al mondo una nuova potenza sicura a livello politico e forte economicamente, tale risultato sembra essere molto lontano se non già indirizzato in maniera contraria.
Questa prospettiva pare così richiamare la triste parabola della Grecia dopo le Olimpiadi del 2004. Ma almeno durante le Olimpiadi si aveva l'immagine di una nazione orgogliosa del proprio passato e della propria capacità nell'organizzare l'evento. L'Olimpiade a Rio si apre con molte incertezze per il Brasile, specie dopo la messa in stato d'accusa della Presidente Dilma Roussef, Ma decisamente non verranno superate nel breve periodo...
Emanuele M. Cattarossi
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