Era passata la mezzanotte del 5 dicembre ed era finito da poco il discorso di Matteo Renzi nel quale il Presidente del Consiglio, assumendosi la responsabilità della sconfitta del Referendum sulla Riforma della Costituzione, annunciava la fine del suo Governo e le sue prossime dimissioni. Vari esponenti politici avevano già commentato i risultati del Referendum. Salvini per primo non aveva aspettato troppo per commentare la vittoria che rilanciava le sue ambizioni di leadership nel centrodestra.
Si dovrebbe dire che subito dopo la fine del discorso di Renzi si è aperta la campagna elettorale. Ebbene il Movimento 5 Stelle è scattato dai blocchi di partenza con forte determinazione marcando fin d'ora un distacco che difficilmente verrà colmato dagli altri schieramenti.
Il perchè si ritrova nel commento ai risultati del Referendum fatto dal Movimento 5 Stelle subito dopo il discorso di Renzi. L'ambiente per primo: la sala stampa della Camera dei Deputati. Non la sede di un partito, idea dal quale il movimento pentastellato si è sempre smarcato con decisione, ma una sede istituzionale, un luogo del "fare" a servizio dei cittadini. I tempi e i modi poi: nessuno comunica o dice niente prima del tempo, ma si presentano cinque esponenti del Movimento Giulia Grillo, Vito Crimi, Danilo Toninelli, Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio. Probabilmente è tra i due che dobbiamo ritrovare un possibile candidato premier per il futuro: Di Maio parla per ultimo ma Di Battista arriva leggermente in ritardo rispetto agli altri mettendosi in risalto. Particolari del momento ma indicativi. Resta però l'idea di un Movimento che da più voci, cinque in tutto, parla ad una sola voce ed esibisce con una certa solidità e compuntezza un obiettivo comune: andare a elezioni subito.
L'immagine determinata dei cinque pentastellati alla Camera dei Deputati mostra che la strategia "del Carciofo" di cui già scrivevo in un altro post (vedi qui) offre risultati che portano il Movimento ad alzare con sicurezza il tiro. L'incertezze iniziali nella gestione di Roma e lo scandalo palermitano delle firme false sono situazioni che minano una certa fiducia nel Movimento, ma ad un tratto sono anche inevitabili. Il giudizio sul Movimento 5 Stelle sta semmai alla capacità di reazione verso le problematiche emergenti e alle misure prese in merito.
Sta di fatto che, immaginando già iniziata la campagna elettorale, il Movimento 5 Stelle parte in vantaggio rispetto ad un Partito Democratico lacerato e fiaccato dalle problematiche di Governo ma anche ad un Centrodestra ancora incerto tra Berlusconi e Salvini. Solo il tempo può in qualche maniera minare lo slancio pentastellato. Al contrario se il programma di governo venisse presentato in tempi rapidi e modi chiari l'ipoteca di un futuro governo del Movimento 5 Stelle sarebbe decisamente forte.
Emanuele M. Cattarossi
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