martedì 7 giugno 2016

Amministrative 2016 - Napoli: "il grande Gioco"

Giornalisti e commentatori televisivi si sono spesi nei commenti per indicare, a partire da questa tornata di elezioni amministrative, una prospettiva tripolare per il quadro politico italiano. Andrebbe forse suggerito che l'emergenza del quadro tripolare risulta evidente fin dal 2013, tuttavia occorre prestare l'attenzione sul risultato singolare di Napoli. Risultato per cui forse ritorna utile prendere  in prestito l'espressione "Il grande Gioco" (utilizzato nell'ottocento per indicare il complesso conflitto diplomatico tra Inghilterra e Impero Russo per il controllo del Medio Oriente e Asia Centrale)...

Matteo Brambilla - Nel "grande gioco" partenopeo, la strategia Pentastellata sembra ricalcare nei risultati quella Milanese. Roberto Fico nel 2011 raccolse l'1,38% e 6441 voti (1,76% e 7203 come Movimento 5 Stelle); Matteo Brambilla 9,63% e 38863 voti (9,66% e 36359 come Movimento 5 Stelle). Un voto sestuplicato rispetto a cinque anni prima (molto più del pur abbondante raddoppio milanese per intenderci): la strategia Pentastellata rimarca anche a Napoli un espansione lenta ma inesorabile.

Valeria Valente - Pare strano, ma il PD da segno di non saper più capire il "grande gioco" partenopeo di cui pure aveva a lungo mantenuto il comando con le giunte Bassolino e Iervolino ossia dal 1993 al 2011. Non che a Napoli non vi sia una giunta di destra, ma certamente il PD vi è diventato marginale. Nel 2011, Mario Morcone con un cartello PD-SEL incappò in una sconfitta elettore che spianò la via a De Magistris; nel 2016 Virginia Valente per sostenuta nominalmente da un cartello elettore lungo un lenzuolo rimane fuori dal ballottaggio. Un paio di dati: Morcone nel 2011 fece 19,15% con 89280 voti mentre la Valente pur con percentuali migliori, 21,13% si ferma a 85225 voti. E il PD crollato all'11% dal 16 del 2011. Ovvio il commissariamento del partito a Napoli.

Gianni Lettieri - Per il candidato del centrodestra si applicano le parole di Battisti: "...ancora tu, non dovevamo vederci più?". E invece, di nuovo Lettieri per il centrodestra. Il candidato del 2011, in testa al primo turno, rimasto al palo nelle percentuali e bruciato in rimonta da De Magistris ci riprova. E strappa il ballottaggio, estromettendo il centrosinistra. Chapeau,
Ma le buone notizie finiscono li: al 38,52% con 179575 voti del 2011 si contrappone impietoso il 24,04% con 96961 voti. Segno che se la presenza dem è divenuta ininfluente a Napoli, anche l'elettorato del centrodestra è in preda ad uno sfaldamento vistoso, con più di ottantamila voti in meno. Ossia, nel "grande Gioco" partenopeo Lettieri vince sulla Valente in una sfida a ribasso.

Luigi De Magistris - Se il "grande Gioco" partenopeo risulta tale rispetto al panorama politico italiano lo si deve a lui. Se Lettieri e la Valente si sfidano a ribasso, le sue quotazioni sono in deciso rialzo. Nel 2011, la coalizione "arancione" che lo sostenne raccolse il 27,52% con 128303, conquistando il ballottaggio estromettendone il candidato dem. Da lì a due settimane arrivò la clamorosa affermazione nella vittoria per il Comune di Napoli. Cinque anni dopo, De Magistris parte con il 42,82% e 172710 voti, ossia quarantaquattromila voti in più mentre Lettieri ne ha ottantamila in meno rispetto al 2011. Non solo, la Lista Civica De Magistris sindaco varata in questa occasione ottiene 51896 voti e 13,79%. Su queste basi sarà la rappresentanza maggiore in consiglio comunale. Segno che De Magistris il "grande gioco" partenopeo l'ha saputo interpretare nella migliore delle maniere.

Emanuele M. Cattarossi 

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