Osvaldo Napoli - Più che a Roma con la candidatura di prima di Bertolaso e poi con la convergenza su Marchini, è la pertinace ostinazione di Forza Italia nell'insistere sulla candidatura di Osvaldo Napoli a dare un immagine della disgregazione in atto del centro destra. Non che una convergenza azzurra su Morano avrebbe fatto la differenza, ma il centrodestra a Torino appare deflagrato viste anche le candidatura di Rosso. E i numeri fotografano impietosamente il momento: 20349 voti per il 5,31% con Forza Italia che raccoglie 16688 voti con 4,65%; nel 2011 Michele Coppola si difese con 122982 voti e il 27,30%, mentre il Popolo delle Libertà otteneva 73197 voti e il 18,29%. Se Napoli e Milano mascherano le difficoltà del centrodestra, a Torino il crollo è verticale
Alberto Morano - Si riapplica il discorso per Osvaldo Napoli, ma nella candidatura di Morano si nota il tentativo a livello nazionale di dar corso ad una nuova prospettiva per il centrodestra. Tuttavia rispetto al 2011 la Lega ottiene 20720 voti e 5,77% rispetto ai precedenti 27451 voti e 6,86%. Più difficile quantificare Fratelli d'Italia, ma l'alleanza Salvini-Meloni pur dominante nel quadro di centrodestra non è ancora vincente da sola sul piano nazionale
Chiara Appendino - In inglese diremmo "Really?" ossia "Davvero?". Ed effettivamente alle prime proiezioni di voto, vedere l'Appendino molto vicina a Fassino nei voti ha colpito più del sorpasso iniziale della Meloni su Giachetti a Roma. Poi gli scrutini hanno fatto decollare Fassino oltre il 40% e ridimensionato un po l'Appendino verso il 30%. E tuttavia Vittorio Bertola nel 2011 raccolse il 4,97% con 22403 voti mentre l'Appendino piazza 30,92% con 118273 voti. Voto di protesta? Decisamente no, il voto torinese è sintomo di un grosso lavoro del Movimento 5 Stelle in città e i risultati sono forse più eclatanti di quelli di Roma in raffronto. Prova ne è che di poco il Movimento 5 Stelle supera in città nei voti, anche se di poco, il PD (29,96% con 29,78%)
Piero Fassino - Quando arrivano le prime proiezioni di voto la distanza relativamente breve tra Fassino e l'Appendino strappa commenti di sorpresa a giornalisti e conduttori televisivi. Gelo nel PD ed euforia nel Movimento 5 Stelle. Lo svolgimento degli scrutini raffredda gli entusiasmi dei pentastellati e porta un brodino ai dem. Ma la sostanza rimane: nel 2011 Fassino aveva vinto al primo turno, ora è costretto al ballottaggio. I dati ancora più ingenerosi: nel 2011, 255242 voti avevano garantito la vittoria al primo turno con il 56,66%; nel 2016, 160023 voti garantiscono il 41,83%. Più di novantamila voti smarriti. Smarrimenti che poi presentano il conto anche al PD: dal 2011, 138103 voti e 34,50% di voti si riducono nel 2016 a 106832 voti con 29,78%. Con il Movimento 5 Stelle avanti con il 29,96%. Recuperare gli smarriti per il ballottaggio sarà decisivo per Fassino, complice un possibile orientamento dell'elettore di centrodestra a favore dell'Appendino.
Emanuele M. Cattarossi

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