martedì 7 giugno 2016

Amministrative 2016 - Torino, davvero?

Può darsi che, senza togliere nulla alle consultazioni nelle altre città italiane, il dato di Torino sia stato quello che forse maggiormente ha lasciato sorpresi. Un segnale importante nel panorama politico italiano.

Osvaldo Napoli - Più che a Roma con la candidatura di prima di Bertolaso e poi con la convergenza su Marchini, è la pertinace ostinazione di Forza Italia nell'insistere sulla candidatura di Osvaldo Napoli a dare un immagine della disgregazione in atto del centro destra. Non che una convergenza azzurra su Morano avrebbe fatto la differenza, ma il centrodestra a Torino appare deflagrato viste anche le candidatura di Rosso. E i numeri fotografano impietosamente il momento: 20349 voti per il 5,31% con Forza Italia che raccoglie 16688 voti con 4,65%; nel 2011 Michele Coppola si difese con 122982 voti e il 27,30%, mentre il Popolo delle Libertà  otteneva 73197 voti e il 18,29%. Se Napoli e Milano mascherano le difficoltà del centrodestra, a Torino il crollo è verticale

Alberto Morano - Si riapplica il discorso per Osvaldo Napoli, ma nella candidatura di Morano si nota il tentativo a livello nazionale di dar corso ad una nuova prospettiva per il centrodestra. Tuttavia rispetto al 2011 la Lega ottiene 20720 voti e 5,77% rispetto ai precedenti 27451 voti e 6,86%. Più difficile quantificare Fratelli d'Italia, ma l'alleanza Salvini-Meloni pur dominante nel quadro di centrodestra non è ancora vincente da sola sul piano nazionale

Chiara Appendino - In inglese diremmo "Really?" ossia "Davvero?". Ed effettivamente alle prime proiezioni di voto, vedere l'Appendino molto vicina a Fassino nei voti ha colpito più del sorpasso iniziale della Meloni su Giachetti a Roma. Poi gli scrutini hanno fatto decollare Fassino oltre il 40% e ridimensionato un po l'Appendino verso il 30%. E tuttavia Vittorio Bertola nel 2011 raccolse il 4,97% con 22403 voti mentre l'Appendino piazza 30,92% con 118273 voti. Voto di protesta? Decisamente no, il voto torinese è sintomo di un grosso lavoro del Movimento 5 Stelle in città e i risultati sono forse più eclatanti di quelli di Roma in raffronto. Prova ne è che di poco il Movimento 5 Stelle supera in città nei voti, anche se di poco, il PD (29,96% con 29,78%)

Piero Fassino - Quando arrivano le prime proiezioni di voto la distanza relativamente breve tra Fassino e l'Appendino strappa commenti di sorpresa a  giornalisti e conduttori televisivi. Gelo nel PD ed euforia nel Movimento 5 Stelle. Lo svolgimento degli scrutini raffredda gli entusiasmi dei pentastellati e porta un brodino ai dem. Ma la sostanza rimane: nel 2011 Fassino aveva vinto al primo turno, ora è costretto al ballottaggio. I dati ancora più ingenerosi: nel 2011, 255242 voti avevano garantito la vittoria al primo turno con il 56,66%; nel 2016, 160023 voti garantiscono il 41,83%. Più di novantamila voti smarriti. Smarrimenti che poi presentano il conto anche al PD: dal 2011, 138103 voti e 34,50% di voti si riducono nel 2016 a 106832 voti con 29,78%. Con il Movimento 5 Stelle avanti con il 29,96%. Recuperare gli smarriti per il ballottaggio sarà decisivo per Fassino, complice un possibile orientamento dell'elettore di centrodestra a favore dell'Appendino.

Emanuele M. Cattarossi

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