Se per un momento volessimo fermarci a soppesare più tranquillamente l'esordio della Nazionale Italiana ai campionati Europei, toccherebbe dire che Eupalla esiste davvero...
Ma ovviamente, la stampa e la TV si sono gettate entusiasticamente a narrare le gesta dell'Italia, dell'incredibile vittoria sul Belgio, delle qualità da condottiero di Antonio Conte, ad uno sventolio continuo di tricolori, di mani sul cuore, di fedeltà indiscussa e irremovibile nell'Italia. Un minuto prima della partita la paura di un'altra lezione dal Belgio era palpabile, nel mentre si materializzava a tratti, nel dopo gara libero sfogo alla gioia. Ci sta, ci sta altro che...
Partiamo da qui: Les italiens parlent avec les mains. nous, avec les pieds. Bella pubblicità del Belgio poco prima della partita: "Gli italiani parlano con le mani, noi con i piedi". Gli azzurri prendono atto dell'incoraggiamento e si adeguano. Alla fine i belgi scoprono che oltre ai piedi, dovevano metterci gambe e, ancora di più, testa.
Ieri sera i Belgi hanno fatto una figura da fessi. Sono arrivati all'Europeo con una squadra con diversi talenti, con il vicino ricordo di cinque mesi in testa al ranking FIFA, con un vicinissimo e dolce precedente contro l'Italia di 3-1. E ovviamente hanno perso.
Perso anzitutto perchè non bastano i talenti per fare una squadra. Appare ovvio, ma quando Bonucci piazza seraficamente il passaggio vincente per il Giaccherini, lo piazza da metà campo. Ripeto da metà campo, non da pochi passi. Risultato: un bel pallone lungo con traiettoria calcolata, Belgio simpaticamente a farfalle, specie l'ultimo difensore che alto come un corazziere si vede, o meglio non vede proprio, sbucare Giaccherini. Il quale ringrazia, prende la mira e appoggia dentro mentre il placido Courtois si chiedeva dove fosse andata a finire la difesa.
Dopo il gol, i Belgi perdono la partita perchè scoprono che non basta essere in cima al ranking FIFA, o attualmente secondi, per vincere le partite che contano. E' chiaro che se fai un buon girone di qualificazione e le amichevoli le vinci sempre, il coefficiente aumenta. Ovvio e falso allo stesso tempo però, perchè se infili quattro partite giuste e alcuni gol al momento ancora più giusto Europei e Mondiali li vinci senza fastidi. Senza voler scomodare l'esempio dell'Italia nel 1982, che comunque è sempre giusto citare visto lo strombazzato blasone belga, basterebbe riguardarsi la Danimarca agli Europei del 1992. Ma per i Belgi la storia si era fermata al 13 novembre 2015, ovvero dalla vittoria per 3-1 contro gli azzurri. Un'amichevole però, buona per sperimentare soluzioni tattiche e nulla più
In terzo luogo, i Belgi scoprono che Eupalla esiste. E che ieri sera tifava per l'Italia. L'offensiva del Belgio riscalda ogni tanto le mani a Buffon il quale accentua le prese, ma niente di serio per cortesia. L'Italia si espone con alcuni passaggi sciagurati alla possibilità del contropiede belga. "Possibilità" e nient'altro: persa la palla in malo modo, l'Italia la recupera sempre con ferocia. La ripartenza e il "parlare con i piedi" dei Belgi rimane così in potenza, in progetto, in studio di fattibilità. L'alto talento belga si muta in bassi ricavi. L'Italia resta un po a guardare, concede ma non troppo la vittoria sul possesso palla. Qualche apprensione sui calci d'angolo ma poco molto poco. Nell'unica possibilità concreta del Belgio, sbuca dal nulla nuovamente lui, Giaccherini. Il quale insegna che l'essere piccoli ha i suoi indubbi vantaggi: compare all'improvviso come un Ninja, mentre Nainggolan il "Ninja belga" sparisce in altro modo dal gioco, e appena il tiro viene scoccato, lui lo devia in angolo.
I Belgi con il passare del tempo non ci capiscono più niente. Riprendono palla e ripartono verso la porta di Buffon, ma non un sussulto, non un brivido. Ovvio, lo spettatore palpita, ma pericolo vero non c'è. Intanto nella giostra dei cambi, Eder viene sostituito da Immobile. Il momento pare buono, Immobile comincia a puntare la zazzeruta difesa belga. Il primo colpo la disorienta e tocca a Courtois salvare il tutto. Placidissimo, il portierone belga forse capisce che guai grossi sono in arrivo. Guai che puntualmente arrivano quando Immobile punta nuovamente la difesa belga. La quale cottissima sbanda al punto che sono quattro gli azzurri che si fanno sotto la porta. Immobile-Candreva-Pellè, i belgi non ci capiscono più nulla, sinistra-destra-sinistra e palla dentro. Massima capitalizzazione, alti profitti. Finita qui, l'Italia vince all'esordio.
L'Italia non va troppo lodata al momento. D'altro canto siamo soltanto alla prima partita. E anche l'immenso Bonucci ieri sera notava che anche un altra volta s'è vinto la prima partita e poi si è tornati a casa. Ma se si vuole è un buon mattone messo per passare agli ottavi e con questa formula che ci riporta ai Mondiali 1986-1990-1994 ci passa chiunque. Il Belgio era francamente sopravvalutato: ieri sono entrati in campo con notevole sufficienza, ne sono usciti beffati a dovere. Ma contro Germania o Spagna o Francia sarebbe stata un'altra storia. Fortunatamente ora tocca affrontare la Svezia.
Il commentatore televisivo in conclusione chiosa "L'Italia vince contro il favorito Belgio. Ma favorito di cosa?". Si disegna un sorriso su chi scrive. Eupalla esiste...
Emanuele M. Cattarossi
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