martedì 7 giugno 2016

Amministrative 2016 - Bologna, i "fantasmi del 1999"...

Le ultime elezioni comunali a Bologna si sono svolte con un costante richiamo a quelle del 1999, che al ballottaggio portarono alla carica di Sindaco  Giorgio Guazzaloca, sostenuto da una coalizione di centrodestra. Momento scioccante per la sinistra, complice una fatale divisione tra l'allora DS (Democratici di Sinistra) e Rifondazione Comunista. Iniziò forse da lì la fatale marcia del centrosinistra verso la sconfitta elettorale del 2001. Bologna, da tempo immemore roccaforte rossa, era passata a destra. Le successive tornate elettorali per il centrosinistra hanno avuto dapprima il senso del riscatto e in seguito, sono rimaste pervase da un senso di inquietudine per una sconfitta rimasta memorabile. "Fantasmi" che restano in agguato...

Federico Martelloni - I "Fantasmi del 1999" iniziano da qui. La rottura tra la giunta Merola e SEL alla fine del 2015, aveva iniziato ad agitare il ricordo del 1999, quando la rottura fra DS e Rifondazione consegnò Bologna al centrodestra. Tecnicamente, Martelloni e la sua Coalizione Civica ottengono 12200 voti per un 7%. La Sinistra da sola non basta, ma a Bologna fa sentire maggiormente il suo peso più che non a Roma e, in misura minore, Milano.

Manes Bernardini - Concorrente principale di Virginio Merola nel 2011, oltre che primo candidato della Lega alla poltrona di sindaco di Bologna, Manes Bernardini lasciò la Lega nell'ottobre 2014. Tre anni ma una vita per la Lega: via Bossi, dentro Maroni, le scope e poi Salvini. Proprio la svolta di Salvini stile Front National, fecero decidere Bernardini per l'addio. "Non è più la mia Lega", ma decisamente Bologna è ancora la sua città. Ottiene un 10,43% con 18181 voti. Un pacchetto di voti importante per il ballottaggio, ma difficile da ipotizzare dove s'indirizzerà

Massimo Bugani - Nel 2010-2011, il Movimento 5 Stelle iniziò in Emilia e in Piemonte ad inserire rappresentanti nei consigli regionali e comunali. Un buon inizio che poi si è propagato progressivamente al resto d'Italia sia pure con risultati diseguali. Tuttavia in Emilia la penetrazione pentastellata si è fatta più lenta, forse bloccata. La candidatura di Bugani rappresenta un utile confronto: 19969 voti e 9,50% nel 2011; 28912 voti e 16,59% nel 2016. Un incremento certo, ma in un regione in cui il Movimento 5 Stelle è presente da più tempo non era plausibile aspettarsi di più? Il segno "più" per Bugani non è allo stesso livello dei candidati di Milano e Napoli, ossia quelli che non vanno al ballottaggio. Di conseguenza, la strategia pentastellata in Emilia segna il passo. Resta da chiedersi se non sia qualcosa che possa ripetersi su scala nazionale.

Lucia Borgonzoni - Per la seconda volta nell'elezioni comunali di Bologna è la Lega Nord ad indicare il candidato sindaco per il centrodestra. Ma tra il 2011 e il 2016 occorre notare un completo cambio di strategie e di uomini nella conduzione della Lega. A Bologna la coalizione di centrodestra si ricompone ma avverte gli stessi scricchiolii di Milano. In cifre: Manes Bernardini ottenne 63799 voti con un 30,35%, pur battuto da Merola al primo turno; la Bergonzoni va al ballottaggio con 38806 voti per 22,27%. Facile notare che sono i voti che Bernardini ha ottenuto in questa tornata a mancare alla Borgonzoni, ma difficile dire se quest'ultima riuscirà a farli suoi al ballottaggio. Oltre al fatto che l'effetto 1999 potrebbe ricompattare l'elettorato di sinistra per evitare una nuova debacle bolognese.

Virginio Merola - Con rispetto per gli avversari, il risultato bolognese dipende in buona parte dal candidato dem. I pentastellati paiono stentare a Bologna e la Borgonzoni sconta la candidatura di Bernardini. E tuttavia è il risultato di Merola a tenere tutto in gioco agitando i "Fantasmi del 1999". La rottura con SEL a fine 2015 ha provocato il primo smottamento. Ma non è tutto qui: Merola nel 2011 prese 106070 voti venendo eletto al primo turno con 50,47%; ora nel 2016 ottiene 68749 voti si ferma al 39,46%. Dei circa trentottomila voti mancanti, ne ritrova un terzo nella candidatura di Martelloni, sempre che l'effetto 1999 si faccia sentire. Ma gli altri paiono spariti. "Fantasmi" si agitano su Bologna per il centrosinistra.

Emanuele M. Cattarossi

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