sabato 25 giugno 2016

Giocare con motivazioni lontane... Italia-Irlanda e un riscatto atteso...


Ci sono partite della Nazionale italiana in cui ci si chiede quale squadra sia scesa in campo, se "sia" proprio scesa in campo una nazionale, dove hanno lasciato le motivazioni e compagnia bella. Dette partite si accoppiano volentieri a risultati diciamo "eclatanti" degli avversari. Facile ricordare i confronti con i Coreani: del Nord nel 1966 ai Campionati Mondiali in Inghilterra; del Sud nel 2002 in proprio in casa loro. Ma per gli amanti dei ricordi qualcuno potrebbe rimembrare il poker rifilatoci dallo Zambia nelle Olimpiadi del 1988, anche questa volta in Corea. Tra queste partite si sarebbe potuta annoverare l'ottavo di finale ai Campionati Mondiali statunitensi del 1994 contro la Nigeria: sotto di un gol, con un uomo in meno causa un arbitraggio a senso unico, fu solo la zampata vincente del "Divin Codino" Roberto Baggio a salvare prima e a glorificare poi una partita che pareva persa.

Detto questo alla terza giornata del girone eliminatorio dei Campionati Europei, l'Italia viene battuta dall'Irlanda. E dopo due vittorie che avevano acceso gli entusiasmi gli azzurri tornano nel mirino delle critiche della stampa. Ma questa partita non rientra minimamente nel novero delle partite sopracitate.
Gli azzurri si sono approcciati allo scontro con gli irlandesi con alcune certezze acquisite. La prima, il matematico passaggio del turno in seguito alla vittoria con la Svezia. La seconda, la matematica certezza del primo posto del girone conseguente alla vittoria del Belgio con l'Irlanda. La terza, la scoperta dell'avversaria negli ottavi, ossia la Spagna. Partendo da queste considerazioni non ci si poteva aspettare di mandare in campo la squadra cosiddetta "titolare" sperando in un concentrazione mentale tale da affrontare l'avversario. Meglio e giusto così, lasciare spazio a quanti avevano giocato di meno per comprenderne motivazioni e "fame". 
Per l'Irlanda invece la partita con gli azzurri rappresentava un ultima spiaggia. Non ancora eliminati matematicamente dalla competizione, i verdi irlandesi dovevano puntare ad una vittoria per il passaggio del turno. Niente più, niente meno. 
Si confrontino pertanto le motivazioni latenti e si otterrà subito il film della partita. Gli undici azzurri schierati da Conte puntano a lungo a non sbagliare, ma subiscono l'arrembante offensiva irlandese. Offensiva che però non riesce a concretizzare sotto la porta azzurra salvo alcune occasioni ma poche davvero per pericolosità. Gli irlandesi proveranno a ripetizione la via del colpo di testa su punizione, ma con scarsi risultati. 
Tuttavia gli irlandesi giocano, ci provano, insistono. Gli azzurri rintuzzano e fermano l'offensiva e fin qui va tutto bene. Il problema si pone a ripartire. Infatti il gioco stenta a ripartire dalla difesa, quando riesce si arena sulle fasce. Bernardeschi a destra e Florenzi a sinistra non riescono a incidere contro gli irlandesi. Di conseguenza gli attaccanti azzurri girano a vuoto. Quando arriva un pallone, sia Immobile che Zaza girano e scoccano il tiro, confermando la loro pericolosità in area. Ma per l'appunto gli arriva un pallone a testa, così per par condicio. E allora la pericolosità azzurra in attacco rimane in potenza, con buona pace degli irlandesi che continuano a sperare.
Qualcosa, ma giusto qualcosa cambia nel secondo tempo. Con il passare dei minuti, si avverte che l'impeto irlandese va spegnendosi. Gli azzurri iniziano, ma giusto iniziano a rendersi un pochino pericolosi. Iniziano i cambi e con l'inserimento di Insigne, iniziano alcuni grattacapi per gli irlandesi. Infatti il buon Lorenzo inizia a giocar palla portando a spasso gli irlandesi. Poi al 77° trova il destro giusto che potrebbe risolvere la partita, ma che si stampa sul palo. 
Pare il momento che cambia la partita ed infatti è così. Ma non nel senso inteso dagli azzurri. Infatti la giocata del buon Lorenzo resta l'unica azione pericolosa degli azzurri, mentre nei cambi irlandesi viene inserito Hoolahan, autore del gol con la Svezia. Il cambio irlandese è vincente, perchè fa saltare un poco gli schemi. E quel poco basta a causare la distrazione di Bonucci all'83° minuto. Distrazione fatale perchè si perde Brady in area e a quest'ultimo basta un momento per fulminare un incolpevole e generoso Sirigu. Uno a zero per gli irlandesi. Resta uno sterile tentativo di riscossa azzurro, barricate irlandesi. Poi finisce il tutto. 
E al termine si nota che per gli azzurri non è cambiato nulla: ancora agli ottavi, ancora primi del girone, ancora in attesa della Spagna. Come prima di giocare con l'Irlanda. Resta una sconfitta certo, ma in passato abbiamo subito batoste peggiori. Per gli Irlandesi una qualificazione storica, favorita anche dal cambio della formula del torneo con l'allargamento delle partecipanti e con l'introduzione degli ottavi di finale. Ma assolutamente giusto e meritato così, anche a parziale riscatto di quella qualificazione mancata al Mondiale 2010 contro la Francia per via di una "mano" di Henry. Complimenti Irlanda, anche per il supporto e il calore dei loro tifosi.
Pare strano ma l'Italia ha giocato intensamente contro il Belgio vincendo, ha mostrato qualche fatica contro la Svezia e lasciato alcuni dubbi contro l'Irlanda. All'inizio ci si sarebbe potuti aspettare ragionevolmente il contrario. Ora però tocca agli ottavi. Agli azzurri in prospettiva tocca un braccio della morte se vuole arrivare in fondo. Subito le Furie Rosse spagnole, quasi sicuri i Panzer tedeschi nei quarti, abbastanza scontati i Galletti francesi in semifinale. Bel trio: i campioni continentali, i campioni del mondo e i padroni di casa. Mancano solo King Kong e Godzilla per completare il lotto. E in finale, udite udite, o i Croati o addirittura i Belgi, che ovviamente avrebbero una voglia matta di impallinarci per benino. Bel percorso, a patto ovviamente di iniziare battendo gli spagnoli, i quali peraltro sarebbero non campioni ma bi-campioni in carica. Ora, il girone eliminatorio ha mostrato tre squadre di azzurri differenti per approccio. A seconda di quale squadra scenderà in campo lunedì contro gli Spagnoli si potranno verificare le possibilità dell'Italia nel torneo. Tutto da vedere e da decidere. Attenzione però, Conte non ama perdere...

Emanuele M. Cattarossi

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