lunedì 27 giugno 2016

Furia Azzurra... Italia-Spagna e la resa dei conti...

Capita a volte che le partite di calcio diventino confronti epici tra le due compagini in campo. Un confronto serrato, deciso, da resa dei conti. Un continuo tentativo di superarsi per dimostrare la superiorità sull'avversario che si esprime su livelli diversificati eppure tutti concorrenti a raggiungere quel qualcosa in più che garantisce la vittoria. Attacco contro difesa, sfide a centrocampo e corse sui fianchi, portieri dai nervi d'acciaio e autentici funamboli del pallone. Novanta minuti per dimostrare chi è il più forte. 
Questa è la dinamica dei tornei che prevedono una fase ad eliminazione diretta. In un campionato di trenta e passa giornate devi dosare le forze, pensare da maratoneta o da ciclista di grandi corse a tappe. In una partita dentro o fuori, spesso l'immagine è quella dei due pistoleri del vecchio Far West: pistola nel cinturone, sei colpi nel tamburo, uno vince e l'altro morde la polvere.
Italia-Spagna era una partita da resa dei conti. E resa dei conti è stata. Agli Europei del 2008 la Spagna aveva piegato l'Italia nei quarti aprendo simbolicamente un periodo di totale dominio del calcio internazionale: Europeo 2008, Mondiale 2010, Europeo 2012. Agli Europei del 2012, l'Italia si era confrontata due volte con la Spagna: nella prima partita la costringe al pareggio ma nella finale, complici due tremende partite per piegare Inghilterra e Germania, gli azzurri vennero liquidati con un tremendo 4-0. Risultato che faceva ancora più male, perchè troppo presto si erano esaurite le forze degli azzurri che poi per quasi mezz'ora dovettero giocare in dieci, subendo due gol mortificanti e quasi irridenti da parte degli spagnoli. La superiorità spagnola in confronti ufficiali risultava ancora più netta ricordando che l'ultimo successo azzurro risaliva al Mondiale di USA 1994: Dino e Roberto Baggio, 2-1 e porta aperta per la semifinale.
Il confronto tra Italia e Spagna è tuttavia anche il confronto tra due movimenti calcistici: gli italiani sempre più ridimensionati nel tempo dopo anni di dominio a livello di club; gli spagnoli da anni autentici dominatori della scena, Real Madrid e Barcellona in testa.
Agli ottavi gli Spagnoli ci arrivano però da secondi nel girone qualificatorio, dopo la sconfitta con la Croazia. Gli azzurri il girone lo mettono in cassaforte con due partita e ci arrivano primi, anche con un indolore sconfitta con l'Irlanda, dopo aver piegato un favorito Belgio. Favorita la Spagna per i pronostici, molto meno l'Italia sbertucciata come "la peggior formazione italiana della storia". Espressione davvero infelice: rispetto ad altre formazioni azzurre questa forse non ha gran talento ma sottovalutarla è un lusso che si paga caro. I Belgi ne sanno qualcosa...
Dunque, ottavo di finale: dentro o fuori. Le Furie Rosse notano da subito che la furia questa volta è tutta azzurra e inizia dalla difesa. Che cortesemente non concede proprio niente agli Spagnoli. Morata viene cancellato dai compagni della Juventus, Nolito diviene impalpabile, David Silva corre e corre ma senza frutto. Da centrocampo, le Furie Rosse sembrano "sfuriate". Quando De Rossi, campione del mondo 2006, dopo aver annullato Iniesta, campione del mondo 2010, si permette un tunnel al grande fantasista del Barcellona si intuisce che qualcosa di grosso può capitare. E ovviamente capita, perchè gli attaccanti puntano la porta iberica con una determinazione da brividi. E agli spagnoli vengono i brividi...
Ma i brividi spagnoli dovrebbero venire da altro. Il tiki-taka, palla-passaggio-palla-passaggio-palla-passaggio-palla-passaggio finchè all'avversario cresce una barba in cui inciampa, risulta più lento del solito. Dunque prevedibile da una difesa attenta. E chi affrontano gli s-furiosi spagnoli? Gli azzurri, l'Italia: Nereo Rocco, catenaccio, difesa e altre robette del genere. Progressivamente gli spagnoli si lasciano macinare. E gli azzurri avanzano. Brividi per i favoriti...
Arriva così il 33', quando gli azzurri guadagnano una punizione da fuori area. Roba da Pirlo, ma gli Spagnoli si rassicurano: Pirlo non c'è. C'è però il tranquillo Eder: meno male pensano gli Spagnoli. E mica tanto meno male perchè l'attaccante italo-brasiliano scaglia di destro una sassata contro la porta iberica. Il portiere spagnolo De Gea para, meno male pensano gli Spagnoli, ma non trattiene, uhhh pensano gli Spagnoli, però riesce ancora a contenere Giaccherini, per fortuna pensano gli Spagnoli, che però indirizza il pallone sull'accorrente Chiellini, uhhhhhhhh pensano gli Spagnoli. E il buon Giorgio per togliere gli Spagnoli dal dubbio metodico di cartesiana memoria spara letteralmente e cortesemente il pallone in rete. Gaudio, giubilo azzurro: 1-0. Azzurri, lo sapete che siete in vantaggio contro i bi-campioni in carica? 
Gli azzurri lo sanno bene, le Furie Rosse decisamente meno. E continuano con la serie di quaranta-cinquanta-sessanta-centottantanove-trecentosedici passaggi che però portano a nulla. Gli azzurri, rompono la trama di passaggi e si ributtano in avanti. Giaccherini s'inventa addirittura una rovesciata in area degna di miglior fortuna e di più attento arbitraggio. Gli capita anche un bel destro a giro che scalda le mani di De Gea. 
Le Furie Rosse si chiedono come arginare questi scatenati francesi: qualcuno li avvisa tardi che stanno affrontando degli italiani. Gli azzurri sono certamente la "Peggior squadra", ma nel senso di essere il peggior cliente della Spagna. L'allenatore della Spagna, il baffuto marchese Del Bosque, assiste silenzioso alla partita. Di solito non si scompone mai, ma certo intuisce tutta la difficoltà della squadra. Nel secondo tempo corre ai ripari, ma sono ancora gli azzurri a fargli rizzare i baffi quando il tranquillo Eder parte come un missile palla al piede verso la porta spagnola. Difesa iberica quasi statica, tocca ancora a De Gea chiudere la porta.
Passano i minuti, gli azzurri scendono inevitabilmente di tono. De Rossi è costretto a lasciare il campo dolorante, e le Furie Rosse danno maggiore intensità alla trama di passaggi. Il centrocampo azzurro cede leggermente ma la difesa è salda. Gli spagnoli iniziano ad impensierire Buffon che ringrazia, visto che iniziava a sentirsi escluso. Poca roba, un palo in fuori gioco, una voleè di Iniesta e un piattone di Pique. 
Vista la situazione, Conte opta per un cambio. Fuori il bravo e spremuto Eder, dentro Insigne. E qui si capisce che Italia-Irlanda ha dato le indicazioni giuste. Appena entrato Lorenzo il Magnifico, fa alzare più repentinamente i baffi di Del Bosque. Le Furie Rosse vanno in bambola, ma trovano ancora quasi a tempo scaduto un guizzo in avanti quanto una zampata di Piquè potrebbe pareggiare i conti. Ma Buffon è immenso, si distende come e meglio dell'Uomo Ragno salvando il risultato. 
Sul ribaltamento di fronte Giacchierini, Thiago Motta e Insigne fanno gli spagnoli per quattro-cinque tocchi incantando perfidamente gli avversari. Poi, hop, da sinistra Insigne ribalta l'azione verso Darmian lasciato tranquillo, solitario y final dalla difesa spagnola. La quale accorre con il cambio lasciato in folle, mentre Darmian rifinisce l'azione per Pellè che cortesemente insacca. 
Gli Spagnoli sono battuti, per loro probabilmente finisce un ciclo. Lungo, vincente ma finito. Per gli azzurri è una partita storica: difficile ritrovare un altro momento in cui la Nazionale batte un campione in carica. Partita epica: gli spagnoli per lunghi tratti sono stati calcisticamente presi a ceffoni. Le sfuriate Furie Rosse hanno dovuto cedere alla Furia Azzurra.
Prima della partita, si sapeva che la vincente avrebbe affrontato la Germania, campione del mondo, nei quarti. Se fosse toccata alla Spagna, sarebbe stata una resa dei conti, altrettanto sentita visto i frequenti incontri fra le due nazionali. Invece sarà Italia-Germania e sarà "La Battaglia dei Giganti". Furia Azzurra contro Truculenza Teutonica. Il confronto non potrà che essere epico...  

Emanuele M. Cattarossi

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